FASHION COMMUNICATION 2.0

LA RIVOLUZIONE DELL’EDITORIA FASHION  #pubbliredazionale  #marketing  #fashioneditorial

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La comunicazione che ruota attorno alla moda, in Italia e nel resto del mondo è in piena evoluzione.

I fashion blog che diventano magazine , i blogger che diventano influencer, i brand che fanno pubblicità su Instagram, le aziende che investono sui social network, le riviste che vendono vestiti online, hanno dimostrato come di moda oggi si debba dialogare al di là della consueta lista di must-have e dei consigli di stile.

L’industria-moda, con i suoi ritmi frenetici, è stata la prima ad abbracciare la digitalizzazione, con la progressiva diminuzione dell’advertising sui cartacei e il conseguente avanzare degli investimenti digitali, che si sono incanalati anche attraverso le nuove figure del settore, i digital magazine che hanno l’innegabile pregio di raggiungere un pubblico vasto in un tempo brevissimo.

E le riviste di moda in vendita nelle edicole?

La fase critica dell’editoria è iniziata quando il fenomeno dei fashion blogger ha cambiato il modo in cui la moda viene raccontata.

I brand hanno imparato a costruire la propria immagine sfruttando tutti i mezzi digitali a disposizione, e la sfida è diventata quella della ricerca del progetto giusto da divulgare tramite i social network, da poter integrare con i contenuti editoriali in modo da non far percepire al lettore abituale, uno scollamento dal resto della comunicazione.

Le riviste in vendita nelle edicole ed i supplementi dedicati alla moda dei grandi quotidiani, finiscono sempre per sembrare dei raccoglitori di pubblicità, condita con gossip e diete delle vip e con una minima parte dedicata alla moda sottoforma di publiredazionale, anche facilmente individuabile perchè font e grana della pagina sono diversi dal resto della pubblicazione.

Ma anche il lettore piu’ sprovveduto capisce immediatamente di essere di fronte a un contenuto sponsorizzato con il legittimo sospetto, che le pagine di pubblicità corrispondano quasi matematicamente ai crediti nei servizi fotografici.

La linea di demarcazione tra editoriale e marketing evapora completamente nel mare magnum di internet e le riviste digitali, che sono meno dipendenti dai fashion brand per la pubblicità, riempiono con i fashion editorial, il grande vuoto dedicato alla moda indipendente dei big commercial magazine.

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Cosa aspetti a far parte di un “Fashion Editorial”?

Paola Glam

limglam.collaborazioni@yahoo.it

www.limglam.com

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La Fashion Photography che crea tendenza. Il perché degli Editoriali.

intestazione

ARTICOLO N.1 #fashioneditingisthenewblack

TARGET Mi rivolgo a stilisti, boutique, showroom e designers di gioielli ed accessori – anche emergenti, a cui è data la possibilità di promuovere l’immagine dei propri prodotti/attività, tramite pubblicazioni editoriali in riviste di mod e magazine internazionali.

Il team di un Fashion Editor opera in armonia globale attraverso scelte condivise di progetti fotografici a tema, in linea con le tendenze, gli influencers ed i mood proposti dagli editori, pur conservando la propria autonomia e capacità di iniziativa professionale.

Nei servizi fotografici mirati ad una pubblicazione editoriale, sia in studio che in location, al fashion editor/art director si affiancano professionisti del settore: fotografi, stylists, modelle, makeup artist, hair stylists formulando di volta in volta un coworking che garantisca sistematiche pubblicazioni mensili su testate periodiche.

Alla formula esclusiva dello storytelling delle pubblicazioni editoriali (per lo più’ multibrand), frutto di sinergie professionali dove convergono tutte le forme d’arte della fashion photography, si affacciano aziende interessate a produrre, head hunters e, non in ultimo, il pubblico interessato ad acquistare un prodotto o un servizio.

Il fashion editorial, fruibile da tutto il mondo tramite riviste di moda in cartaceo ed in digitale, costituisce – al momento – il metodo più’ efficace per promuovere la qualità della propria arte, grazie alla possibilità di confronto ed affiancamento ai mostri sacri della moda.

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Paola Glam

www.limglam.com